GSFe: Attività 2013

Attività 2013 e progetti del Gruppo Speleologico Ferrarese a cura di Stefano Rossetti (GSFe)

 

Tratto da Speleologia Emiliana N° 4 – 2014 – Anno XXXIV – V Serie

 

Purtroppo (o per fortuna) i 3-4 membri più attivi del Gruppo Speleologico Ferrarese (GSFe) per vari motivi, tra i quali la nascita di ben cinque figli (ebbene sì, si sta lavorando sulle nuove generazioni…), hanno dovuto rallentare l’attività speleologica, con il conseguente rallentamento dell’attività dell’intero Gruppo.

Si è detto rallentamento e non arresto, per cui l’attività è stata svolta, magari in maniera più spicciola o in zone meno remote del solito, ma è stata svolta. Diciamo che la scusa è stata buona per dedicarsi ad attività secondarie, che si rimandavano da anni, quali: risalite in zone iniziali delle cavità, scavi/disostruzioni nei gessi, attività di rilievo in cavità minori, battute esterne, ecc.

Nel 2013 l’attività del Gruppo Speleologico Ferrarese è stata svolta, fondamentalmente, in:

  • Abisso Col della Rizza (904/FR 410): in questa cavità, tuttora la più profonda del Cansiglio, le esplorazioni, ormai decennali (più correttamente ventennali, anche se non continue), sono proseguite a rilento.
    In zona galleria del Postribolo, è stata fatta (e conclusa) una risalita e sono state scattate fotografie. Sopra il campo base del ramo Fondo del Barile è stata ripresa una vecchia risalita, poiché, all’epoca in cui fu fatta, si trascurò un piccolo occhio nero a pochi metri di distanza.
    È stata disarmata parte del ramo Dal Cin, fino alla sala Ilenia (quest’ultima in fase di rivisitazione): durante il disarmo sono state controllate alcune finestre (ovviamente con esito negativo!).
    Infine, è stato finito il monitoraggio delle temperature interne della cavità; i numerosissimi dati raccolti in oltre 4 anni (circa 140000) ora sono in fase di elaborazione e i risultati saranno pubblicati.
  • Bus de la Sberla: buco trovato durante una ciaspolata in Cansiglio, a pochi metri dal sentiero (ovviamente…).
    È stato controllato dopo il disgelo: sviluppo di 10 m abbondanti, con poche possibilità di prosecuzioni (se non a scapito di pesanti lavori di disostruzione) e assenza d’aria.
    Il buco è stato in parte disostruito, rilevato e, non appena sarà terminato il disegno, sarà messo a catasto.
  • Pozzo Paolo Casoni (7624 /FR 4611): in questa modesta cavità è stato approntato un sistema di “dighe” in cui riporre il materiale da diporto proveniente dallo scavo del secondo pozzetto.
  • Abisso del Monte Raut (693/FR 339): durante l’estate 2013 è ripartita la consueta rivisitazione della cavità.
    È stato trovato, e in seguito disostruito, un piccolo cunicolo (con aria) alla base del pozzo Giovy, che conduce a un modesto ambiente, il quale prosegue con un altro cunicolo che sembrerebbe riportare al secondo pozzo (P30) della grotta. È stato, inoltre, fatto il collegamento fisico pozzo Giovy – pozzo P30.
  • Grotta di fianco alla Chiesa di Gaibola (ER-BO 24): grotta nei gessi bolognesi.
    In tale cavità sono proseguiti tre vecchi cantieri di scavo/disostruzione, in attesa di essere ripresi da diverso tempo.
    In uno di questi s’intravede la prosecuzione in un cunicolo attivo, le cui acque hanno provenienza “oscura” e destinazione nota (ma il tragitto tra cunicolo e destinazione è ancora ignoto).
    È stata inoltre fatta una risalita di 5-6 m (con esito negativo) nel ramo della Fangaia e sono state riviste, dopo un decennio abbondante, alcune zone del fondo.
    Infine prosegue la raccolta di campioni di acqua carsica per il progetto LIFE.

Inoltre, nell’autunno 2012 si è tenuto il XXXVI Corso di Introduzione alla Speleologia, cui hanno partecipato attivamente otto allievi (dei quali cinque tuttora iscritti al Gruppo) ed è appena terminato (autunno 2013) il XXXVII Corso di Introduzione alla Speleologia: con la partecipazione di quattro corsisti, tutti molto motivati, almeno all’apparenza (sebbene sia precoce dirlo).
Infine, soci del GSFe, appartenenti alla XII Zona del Soccorso Speleologico del CNSAS e/o alla Protezione Civile, hanno svolto attività con tali corpi/enti (recente è il recupero da parte della XII Zona e della IV Zona del ferito all’abisso Bentini (ER-RA 738)).

Che cosa resta da fare? Numerosissime cose, tra le quali:

  • Bosco del Cansiglio: continuare i numerosi fronti esplorativi all’abisso Col della Rizza e lo studio biospeleologico/paleontologico in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Ferrara.
    È, inoltre, intenzione del Gruppo condurre un monitoraggio pluriannuale delle acque carsiche di tale cavità (e delle sue sorgenti) e uno studio sulle correnti d’aria (la cavità è molto particolare, perché inghiotte sempre aria indipendentemente dalla stagione).
    Infine è intenzione del Gruppo continuare lo scavo/disostruzione del pozzo Paolo Casoni.
  • Monte Raut: tale progetto sta procedendo molto lentamente anche a causa della lontananza da Ferrara e dell’ambiente poco adatto a bimbi di pochi mesi…
    Rimane da continuare l’esplorazione dell’abisso del Monte Raut, ubicato in zona Valine Alte (Parco delle Dolomiti Friulane), in cui l’abbondante acqua resta un mistero, oltre che un impedimento alle esplorazioni. Mentre sarebbe auspicabile una bella rivisitazione esterna.
  • Alpi Apuane: le esplorazioni alla buca Go Fredo (T-LU 685), che si apre sul monte Fiocca (Alpi Apuane), sono ormai in alto mare.
    La volontà di partecipare con i cugini reggiani ci sarebbe ancora, ma bimbi e quattro ore di macchina non rendono la cosa facilmente fattibile.
  • Gessi Bolognesi: occorrerà concentrare gli sforzi sui tre cantieri riaperti quest’anno (2012-2013) alla grotta di Fianco alla Chiesa di Gaibola, anche solo per chiuderli.
    Ovviamente continueranno i prelievi di campioni di acqua carsica per il progetto LIFE.
  • Monte Ovolo: nella grotta di Monte Ovolo (ER-BO 445) occorre continuare il rilievo delle zone già note e soprattutto di parte delle nuove zone esplorate.
    Occorre inoltre continuare l’esplorazione, anche se la pericolosità degli ambienti (grotta tettonica in arenaria…) rende queste meno appetibili.
  • Vena del Gesso Romagnola: resta ancora (ormai da diversi anni) da terminare di esplorare e rilevare (e disarmare) una zona dell’inghiottitoio del Rio Stella (ER-RA 385).
    Rimane, inoltre, da topografare una modesta cavità, trovata in primavera dello scorso anno (2012), nei pressi dell’ingresso.
  • XXXVIII Corso di Introduzione alla Speleologia: dipendentemente dalla presenza di corsisti.
  • Attività di Soccorso Speleologico: per i soci appartenenti alla XII Zona Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
  • Attività di Protezione Civile: per i soci appartenenti alla Protezione Civile.

Ovviamente non è assolutamente intenzione del Gruppo portare avanti tali progetti da soli (ogni collaborazione è ben accetta, come per esempio quella ormai quasi decennale con il Gruppo Grotte Treviso per le esplorazioni in Friuli) e soprattutto non si ha intenzione di terminare tali progetti entro il 2014, vista la mole di lavoro da fare e il modesto numero di associati (circa 25) al Gruppo Speleologico Ferrarese.

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