GSFe: Attività 2014-2015

Gruppo Speleologico Ferrarese di Stefano Rossetti (Gruppo Speleologico Ferrarese)

 

Tratto da Speleologia Emiliana N° 6 – 2015 – Anno XXXVI – V Serie

 

Nonostante un calo di vocazione, soprattutto nei corsi di speleologia di I livello, il Gruppo Speleologico Ferrarese (GSFe), costituito da circa venticinque soci, continua i propri progetti di ricerca, cercando di ovviare alla mancanza di nuovi soci, coinvolgendo singoli di altri gruppi speleologici.

 

Attività svolta

 

Come sempre il Gruppo porta avanti esplorazioni, attività didattica e progetti scientifici.

Di seguito un breve elenco delle attività prevalenti svolte nel biennio 2014-2015.

Abisso Col della Rizza (904/FR 410): continuano le esplorazioni, spesso in collaborazione con il Gruppo Grotte Treviso, in quella che è tuttora la cavità più profonda del Cansiglio (e la seconda per sviluppo).

Le esplorazioni si sono fatte più sporadiche a causa di alcuni progetti di ricerca nell’Abisso medesimo.

All’inizio del 2015, infatti, il Gruppo partecipa, assieme a gruppi locali (Gruppo Speleologico Sacile, Unione Speleologica Pordenonese, Gruppo Speleologico Vittorio Veneto, Gruppo Grotte Solve), a uno studio idrogeologico sul Cansiglio condotto dall’Università di Bologna (capofila), con il supporto del Politecnico di Torino e dell’Università di Trieste.

Lo studio, che in un certo senso è la continuazione di quello che fu fatto nel 2008 sempre dal GSFe (con il supporto dei medesimi gruppi locali e dell’Università di Ferrara), dovrebbe sfociare in una tesi di laurea ed eventualmente in una pubblicazione scientifica; intanto i risultati preliminari sono stati presentati al 42° Congresso Internazionale dell’International Association of Hydrogeologists “AQUA 2015”.

Scopo primario del progetto sarebbe individuare la provenienza delle acque della sorgente Gorgazzo e confermare la provenienza di quelle delle sorgenti Molinetto e Santissima.

Sempre nell’Abisso Col della Rizza, la raccolta, per conto del Museo di Storia Naturale di Ferrara, di una vertebra (probabilmente di orso) a una profondità di circa 200 m rispetto l’ingresso, ha portato alla pubblicazione di un articolo sulla rivista del Museo stesso (Quaderni del Museo di Storia Naturale di Ferrara).

Infine, si è proceduto al disarmo del ramo Dal Cin fino al Lapidario, dopo esito negativo della rivisitazione di alcuni “punti interrogativi” rimasti in sospeso.

Abisso di Monte Raut 4Abisso del Monte Raut (693/FR 339): durante l’estate 2015 si sono svolti un paio di mini-campi presso la casera Valine Alte nel Parco delle Dolomiti Friulane.

Durante uno di questi (inter-gruppo con Gruppo Grotte Treviso, Gruppo Speleologico Paletnologico Gaetano Chierici – GSPGC, Gruppo Speleologico Faentino e Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese) è stata scoperta quella che potrebbe essere la via verso le profondità della Grotta.
Al momento si è fermi su una strettoia con molta aria; lo svolgimento del corso di speleologia di I livello ha poi bloccato momentaneamente le esplorazioni.

Sempre durante questi mini-campi sono stati individuati, facendo brevi battute esterne, alcuni pozzi/cavità non a catasto (e alcuni buchetti soffianti da disostruire).

Infine, in un pozzetto prossimo alla casera, è stata trovata immondizia prontamente rimossa (un paio di sacchi) dagli stessi scopritori (ma altrettanta sarebbe probabilmente da rimuovere).

Buca Go Fredo (T-LU 685): dopo vari anni si è finalmente tornati in quello che fu il primo colpo grosso del Gruppo (nel 2002, in collaborazione con altri gruppi speleologici, GSPGC in primis). Lo scopo del ritorno è un riarmo completo del primo fondo esplorato, per tre scopi principali:

1) disarmo completo del ramo ora armato con materiale datato fino a una profondità di circa 550 m (dopo un accurato ricontrollo delle possibilità esplorative);

2) rivisitazione dello pseudo-sifone che fu passato una sola volta anni orsono da due speleologi che si trovarono poi di fronte a un pozzo, che non scesero per mancanza di materiale;

3) organizzare un’esercitazione di soccorso speleologico (CNSAS) con recupero di un ferito da una profondità di 800 m circa.

Gessi di Gaibola 1Grotta di fianco alla Chiesa di Gaibola (ER-BO 24): grotta nei gessi bolognesi, in esplorazione ormai da quasi vent’anni.

In tale cavità, per il progetto LIFE, nel 2014-2015 è proseguito e terminato il campionamento e la misurazione dei parametri chimico-fisici dell’acqua della grotta e della sua probabile sorgente.

È stata, inoltre, fatta un’uscita dedicata alla documentazione fotografica in collaborazione con l’S-Team (un preziosissimo e validissimo aiuto).

Infine, grazie all’utilizzo di una trivella, sono stati individuati un paio di punti dove scavare, con la speranza che diano luogo a nuove prosecuzioni. Mentre è proseguita (ma non terminata) la disostruzione del cunicolo con acqua di provenienza ignota.

Attività didattica: nella tarda primavera del 2014 il Gruppo ha partecipato all’organizzazione, insieme alle scuole di speleologia della Società Speleologica Italiana di Bologna e di Reggio Emilia, del corso/verifica per aiuto-istruttori di tecnica (AI) e istruttori di tecnica (IT) della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia (CNSS) della Società Speleologica Italiana (SSI). Il corso ha visto la partecipazione di sedici persone.

Nel mese di luglio del 2015, invece, il Gruppo ha organizzato, con la collaborazione delle scuole di speleologia di Bologna e di Reggio Emilia, un corso di II livello dal titolo ”Tecniche esplorative e di progressione”.
Il corso si è svolto presso la splendida sede del Gruppo Grotte Treviso ed è consistito in una giornata di pratica (in palestra artificiale e naturale) e in una giornata di lezioni teoriche improntate su:

  • “Decadimento e usura dei materiali dopo la permanenza in ambiente ipogeo” (relatore Nanetti)
  • “Esplorazioni all’estero: organizzazione, problematiche, esperienze, aneddoti” (relatore De Vivo)
  • “Esplorare con la scienza” (relatore De Waele)
  •  “Esempi ed esperienze di tecniche per individuare le grotte e le loro prosecuzioni” (relatore Rossetti).

Il corso ha visto la partecipazione di venticinque persone (numero massimo accettabile).

Nell’autunno 2014 e in quello 2015 si sono tenuti, rispettivamente, il 38° e 39° corso di speleologia di I livello, cui hanno partecipato in totale “solo” quattro allievi (dei quali però tre tuttora iscritti e attivi).

Infine, alcuni soci hanno partecipato ai corsi di II livello organizzati al rifugio Carnè (Il “nodo” dell’Istruttore: come portare l’allievo fuori dal buio) e a Frasassi (Armi e materiali).

Attività collaterale: tre soci del GSFe, appartenenti alla XII Zona del Soccorso Speleologico del CNSAS, hanno svolto nel 2014-2015 attività con tale Corpo.

 

Progetti futuri

 

In Cansiglio vari sono i progetti: terminare all’Abisso Col della Rizza alcune delle esplorazioni ancora in sospeso (con eventualmente disarmo) e terminare il progetto di ricerca idrogeologico pianificato dall’Università di Bologna. Inoltre, tempo permettendo, si vorrebbe fare pure un tracciamento “odoroso” con il supporto dell’Università di Ferrara, per capire come si riparte la forte corrente d’aria presente nel primo tratto della cavità. Sempre in Cansiglio, si vorrebbe disarmare il Pozzo Casoni, perché le ultime esplorazioni hanno smorzato molto le speranze esplorative.

Sul monte Raut, due sono i fronti esplorativi principali: l’abisso del Monte Raut, dove occorre disostruire la strettoia ventilata, e la disostruzione dei buchi soffianti esterni (oltre alla ricerca di nuove cavità).

Sulle Alpi Apuane, alla Buca Go Fredo, l’intenzione è di continuare il riarmo della cavità fino al primo fondo, per i motivi sopra elencati.

Nella Grotta di Fianco alla Chiesa di Gaibola si vorrebbero terminare gli scavi aperti e la disostruzione del cunicolo con “L’acqua misteriosa”.

Alla Grotta di Monte Ovolo (ER-BO 445) si vorrebbe prima di tutto terminare il rilievo, mentre in seconda battuta sarebbe opportuno terminare le esplorazioni in atto ormai da qualche anno.

Sulla Vena del Gesso romagnola rimangono sempre da disarmare le risalite all’Inghiottitoio del Rio Stella (ER-RA 385).

Infine, nel 2016, si vorrebbe organizzare il 40° corso di I livello di speleologia e il corso/verifica di II livello per AI/IT della CNSS-SSI.

Riassumendo: tanta (forse troppa) carne al fuoco! A questo punto si spera che i soci del Gruppo siano molto affamati e in ogni caso: l’appetito vien mangiando…

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